introduzione

I docenti europei intervengono attivamente nell’organizzazione dell’apprendimento all’interno dell’orario scolastico, per promuovere l’inclusione sociale e consentire l’accesso ad un apprendimento efficace a tutti gli studenti.

All-In Teacher Kit presenta 18 differenti metodi per organizzare l’insegnamento e l’apprendimento in un sistema scolastico inclusivo.

 

I metodi sono stati selezionati in relazione a 6 obiettivi rilevanti a questo scopo:

01.

Sviluppare l’autonomia e l’autodeterminazione degli studenti;

02.

Impiegare approcci di apprendimento personalizzato;

03.

Facilitare approcci di apprendimento cooperativo;

04.

Promuovere situazioni di aiuto reciproco tra gli studenti;

05.

Implementare approcci di gestione positiva del comportamento;

06.

Utilizzare metodi efficaci di insegnamento inclusivo.

I docenti dei cinque paesi europei coinvolti nel progetto perseguono numerosi obiettivi nella propria pratica professionale.

Nella ricerca mirata IO1 “All-In Identikit” è stata raccolta una serie di vari obiettivi di insegnamento e di opinioni dei docenti riguardo all’educazione inclusiva. I 6 obiettivi summenzionati sono stati selezionati dall’autore di questo kit e dai suoi collaboratori. La selezione si è basata sulla capacità di combinare teoria e pratica da parte dei docenti che hanno effettivamente impiegato i metodi al fine di raggiungere gli obiettivi di apprendimento prefissati.

All-In Teacher Kit non fornisce descrizioni ed esempi relativi a tutti i metodi esistenti, ma presenta un’ampia gamma di metodi e di esempi di attività pronte all’uso, raccolte dalla pratica di docenti esperti di Italia, Belgio, Spagna, Germania e Romania.

Ciascun metodo include:

l

Descrizione

La descrizione del metodo stesso

{

La parola ai docenti

Citazioni dei docenti, selezionate dalla ricerca mirata IO1 “All-In Identikit”

e

Attività

Una lista di possibili attività correlate al metodo

Classificazioni adottate nel kit

Età

Dopo ogni metodo sono elencate le relative attività, mentre al termine della sezione ciascuna attività è descritta nel dettaglio e numerata (#) da 1 a 26 in base alla fascia di età, dagli studenti più giovani a quelli più grandi.

La fascia di età suggerita per ogni attività è un’indicazione. Tutte le attività possono essere svolte con studenti tra i 12 e i 19 anni (fascia di età definita come gruppo target indiretto di questo progetto) con minimi adattamenti.

Durata

La durata delle attività è classificata come segue:

“breve (B)”, per attività che possono essere svolte entro un tempo di due ore;
“flessibile (F)”, per attività riferite a un tempo di lavoro più lungo, ma che possono essere facilmente adattabili a un tempo di due ore;
“lunga (L)”, per attività che richiedono un tempo prefissato e più lungo o che sono difficili da modificare senza cambiare l’attività stessa.

Materia

Le materie o i settori di insegnamento sono un’indicazione aperta. Nelle diverse materie possono essere efficaci varie implementazioni.

Obiettivo#1: Autonomia e autodeterminazione degli studenti

Nella ricerca mirata IO1 “All-In Identikit”, ai docenti dei cinque paesi europei è stato chiesto:

“In che modo aiutate i vostri studenti a sviluppare l’autonomia e l’autodeterminazione? Impiegate strumenti digitali/tecnologia assistiva per farlo?”

Le risposte raccolte mostrano la situazione seguente.

Belgio: la maggioranza dei docenti lavora sullo sviluppo dell’autonomia e dell’autodeterminazione dei propri studenti. Soltanto pochi docenti (3 su 36) trovano complesso stimolare l’autonomia dei propri studenti e ritengono che questo dipenda dalla loro attitudine.

Italia: quasi tutti i docenti (55 su 56) lavorano sullo sviluppo dell’autonomia e dell’autodeterminazione dei propri studenti; la maggior parte di loro (51 su 56) impiega strumenti digitali per supportare questo processo.

Spagna: la maggior parte dei docenti lavora per sviluppare l’autonomia e l’autodeterminazione dei propri studenti (21 su 22).

Germania: la maggioranza dei docenti lavora sullo sviluppo dell’autonomia e dell’autodeterminazione dei propri studenti. Alcuni docenti non utilizzano strumenti digitali a tal fine.

Romania: tutti i docenti lavorano sullo sviluppo dell’autonomia e dell’autodeterminazione dei propri studenti. Secondo la loro opinione, il processo insegnamento-apprendimento, l’autostima e l’autodeterminazione giocano un ruolo importante nello sviluppo personale degli studenti.

Che cosa fanno i docenti dei cinque paesi europei:

I metodi selezionati per l’Obiettivo#1, tra quelli indicati dai docenti nella ricerca mirata IO1 “All-In Identikit” sono:

1. motivare gli studenti ad assumere la responsabilità del proprio apprendimento;
2. collegare i materiali di studio con la vita reale;
3. incoraggiare le competenze comunicative;
4. allenare le capacità di problem solving degli studenti.

MOTIVARE GLI STUDENTI

OBIETTIVO #1 – METODO #1

Quando gli studenti si sentono protagonisti del proprio processo di apprendimento, anziché recettori passivi di conoscenza, possono investire maggiore attenzione e motivazione nelle attività di apprendimento.

Quando gli studenti contribuiscono al processo decisionale rispetto agli argomenti da apprendere e alle metodologie didattiche, si assumono maggiormente la responsabilità del proprio apprendimento.

Tutto questo può tradursi in studenti motivati.

Attività

# Nome Età Settori di insegnamento  Durata
21 Studenti in carica 16-19 Tutte le materie (B)

 

“Sviluppo l’autonomia e l’autodeterminazione degli studenti incoraggiandoli: lascio che siano se stessi, con l’opportunità di prendere le proprie decisioni e di discutere del processo educativo attraverso il dibattito in classe.”

“Presto molta attenzione a motivare gli studenti a prendersi la responsabilità del proprio processo di apprendimento. Devono cercare una domanda per la quale è necessario che trovino la risposta. Questo accade in gruppi all’interno dei quali gli studenti si guidano e si supportano a vicenda. Questi gruppi sono formati da studenti di livelli diversi.”

“Creo le condizioni per una riflessione che consenta loro di sviluppare il proprio pensiero, senza nessun obbligo formale, ma basato sul loro interesse..”

“La motivazione rappresenta un elemento centrale…”

LA PAROLA AI DOCENTI

COLLEGARE I MATERIALI DI STUDIO CON LA VITA REALE

OBIETTIVO #1 – METODO #2

Far funzionare la classe nel modo più realistico possibile, ovvero proporre situazioni di vita che riflettano contesti lavorativi della vita reale, aiuta ad aumentare la consapevolezza degli studenti.

Assegnando agli studenti ruoli specifici in maniera pragmatica, essi acquisiscono la titolarità del proprio apprendimento; questo li porta indirettamente ad una maggiore responsabilità nei confronti del proprio apprendimento e a migliorare la propria autodeterminazione e autonomia. Dunque, aumenta la loro motivazione ad apprendere. Questo tipo di attività consente agli studenti di diventare partecipanti attivi nel proprio processo educativo in modo interessante, anziché essere recettori passivi di conoscenza in una normale lezione di una specifica materia/disciplina.

Inoltre, questa metodologia di insegnamento potenzia le competenze trasversali degli studenti attraverso attività di gruppo, le competenze comunicative, il rispetto delle regole e delle scadenze, etc.

Cerco il più possibile di stabilire un collegamento con la vita sociale, in modo che possano vederne l’importanza.

“Credo sia molto importante, tra le altre cose, impegnarsi per motivare intrinsecamente gli studenti, in modo che possano cogliere l’utilità di determinati contenuti formativi (la motivazione all’apprendimento). Questo accresce la loro motivazione e anche la loro autonomia.”

“Cerco di sfidare ogni studente a impegnarsi. Presto molta attenzione nel far loro comprendere il perché avranno bisogno di queste competenze nella loro vita futura”.

LA PAROLA AI DOCENTI

Attivita’

# Nome Età Settore di insegnamento  Durata
16 Simulazione di business 14-19 Scienze sociali  (F)

 

INCORAGGIARE LE COMPETENZE COMUNICATIVE

OBIETTIVO #1- METODO #3

I docenti dei già menzionati cinque paesi europei indicano le competenze comunicative come essenziali, anche in considerazione degli attuali cambiamenti del 21° secolo in merito agli sviluppi economici, alle fluttuazioni dei processi sociali e alla ricchezza culturale apportata dalla globalizzazione e dall’immigrazione.

Lo scopo principale della comunicazione è quello di trasferire idee, pensieri e opinioni ad un’altra persona in modo tale che la comunicazione conduca ad una decisione reciprocamente accettata.

Per tale ragione, le competenze comunicative rappresentano le basi costitutive del percorso degli studenti per diventare autonomi, sicuri e maggiormente consapevoli di se stessi e del proprio contesto. 

“Incoraggio le competenze comunicative attraverso la negoziazione.”

LA PAROLA AI DOCENTI

Attivita’

# Nome Età Settori di insegnamento  Durata
1 Negoziazione al buio 11-15 tutte le materie (B)

 

# Nome Età Settori di insegnamento  Durata
2 La storia dell’asinello 11-15 all subjects (B)

 

# Nome Età Settori di insegnamento  Durata
3 Conflitto di numeri 11-15 Tutte le materie breve (B)

 

ALLENARE LE CAPACITÀ’ DI PROBLEM SOLVING IN SITUAZIONI DI CRISI

OBIETTIVO #1 – METODO #4

Sebbene le capacità di problem solving siano fondamentali per il successo a scuola e nella comunità, nonché per promuovere l’autodeterminazione degli studenti, il problem solving rimane un’area del curriculum trascurata rispetto agli studenti con disabilità.

In base ai dati raccolti dai docenti, un modo per potenziare quest’area è quello di creare situazioni nelle quali gli studenti sono obbligati a lavorare insieme sotto pressione. Questo può essere fatto stimolando situazioni critiche sul piano emotivo e/o di contesto.

Tali condizioni di confusione sono create per essere il più realistiche possibile allo scopo che gli studenti lavorino in maniera collaborativa per raggiungere un determinato risultato sperato.

“I giochi di ruolo aiutano gli studenti a difendere le proprie opinioni, ma anche a cedere al punto di vista altrui. Questo è estremamente utile, nel momento in cui debbano affrontare un problema nella vita reale.”

LA PAROLA AI DOCENTI

Attività

# Nome Età Settori di insegnamento  Durata
4 Mattoni da costruzione 11-15 Tutte le materie  (B)

 

# Nome Età Settori di insegnamento  Durata
10 Silenzio 14-15 tutte le materie  (B)

 

# Nome Età Settori di insegnamento  Durata
17 Gioco di ruolo “problem solving” 14-19 scienze umane, scienze sociali, materie tecniche (B)

 

Obiettivo#2: Approcci di apprendimento personalizzato

Nella ricerca mirata IO1 “All-In Identikit”, ai docenti dei cinque paesi europei è stato chiesto:

Potete fornire esempi di approcci di apprendimento personalizzato per gli studenti che supportano e sostengono lo sviluppo dell’autonomia nel loro apprendimento?”.

Le risposte raccolte mostrano la situazione seguente.

Belgio: quasi tutti i docenti nel campione impiegano approcci di apprendimento personalizzati per supportare l’autonomia nell’apprendimento dei propri studenti. Tali approcci ricadono sotto la categoria di strategie didattiche differenziate.

Italia: tutti i docenti nel campione impiegano approcci di apprendimento personalizzato per supportare l’autonomia nell’apprendimento dei propri studenti. Tali approcci ricadono sotto la categoria di strategie didattiche differenziate.

Spagna: 20 docenti su 22 hanno risposto a questa domanda. I docenti hanno fornito vari esempi di approcci di apprendimento personalizzato; la maggior parte di questi non può essere classificato come strategia didattica differenziata, anche se alcuni possono essere assimilati ad una delle sue tre categorie (contenuto, processo e prodotto).

Germania: quasi tutti i docenti nel campione adottano approcci di apprendimento personalizzato per aiutare a sviluppare l’autonomia dell’apprendimento dei propri studenti. Cinque docenti non hanno fornito una risposta a questa domanda. Questi approcci ricadono sotto la categoria di strategie didattiche differenziate.

Romania: tutti i docenti nel campione adottano approcci di apprendimento personalizzato per aiutare a sviluppare l’autonomia dell’apprendimento dei propri studenti. Questi approcci ricadono sotto la categoria di strategie didattiche differenziate.

CHE COSA FANNO I DOCENTI DEI CINQUE PAESI EUROPEI:

I docenti che impiegano strategie differenziate modellano il proprio approccio didattico per andare incontro agli stili cognitivi dei propri studenti. Tutti gli studenti hanno lo stesso obiettivo formativo, ma l’approccio didattico varia in base alle modalità nelle quali gli studenti preferiscono imparare. Invece di utilizzare un unico approccio uniforme, il docente impiega una varietà di metodologie didattiche.

Vi sono tre aree o livelli nei quali i docenti possono differenziare le istruzioni:

Contenuto: la comprensione di ciò che gli studenti hanno bisogno di imparare e di quali risorse li aiuteranno;
Processo: le attività che aiutano gli studenti a dare senso a ciò che apprendono;
Prodotto: il modo in cui gli studenti mostrano ciò che sanno.

I metodi selezionati per l’Obiettivo#2, tra quelli indicati dai docenti nella ricerca mirata IO1 “All-In Identikit”, sono:

1. Risultati variabili;
2. Riflessione e definizione degli obiettivi;
3. Risorse Digitali.

RISULTATI VARIABILI

OBIETTIVO #2- METODO #1

Invece di definire un compito con un singolo risultato o con una risposta “giusta”, assumere un atteggiamento più interpretativo a un esercizio offre agli studenti la flessibilità di raggiungere un risultato più personalizzato.

Gli studenti con diverse abilità raggiungeranno risultati che combaciano con i propri livelli di comprensione e apprendimento. Formalizzando in anticipo una direzione chiara e un insieme di regole, può essere evitato il rischio che gli studenti con minori capacità mirino ad obiettivi troppo bassi.

Attività

# Nome Età Settore di insegnamento  Durata
11 Documentare i miei progressi 14-15 materie tecniche, sostegno  (F)

 

“Gli studenti con bisogni educativi speciali scelgono quali esercizi svolgere tra obiettivi di apprendimento più alti.”

“…gli obiettivi individuali possono essere diversi per ciascuno studente, ho anche un numero di obiettivi comuni che voglio raggiungere con i miei studenti.”

“Lavorare con obiettivi individuali e di classe e implementare la fase di valutazione all’interno di ogni lezione; apprendimento orientato all’azione con gli studenti più grandi su temi legati alla vita reale: orientamento professionale, etc..”

LA PAROLA AI DOCENTI

RIFLESSIONE E DEFINIZIONE DEGLI OBIETTIVI

OBIETTIVO #2 – METODO #2

È fondamentale far sì che gli studenti riflettano sulle lezioni importanti e definiscano gli obiettivi del successivo apprendimento durante momenti specifici dell’anno.

Durante queste fasi, il docente dovrebbe chiedere agli studenti di scrivere dei propri argomenti preferiti, così come dei concetti più interessanti e delle informazioni che hanno appreso.

Dovrebbero, inoltre, identificare le competenze da migliorare e gli argomenti da esplorare.

In base ai risultati, i docenti possono strutturare le lezioni per favorire il raggiungimento di questi obiettivi. Per esempio, se la maggior parte degli studenti discute uno specifico aspetto del curriculum di scienze, il docente può progettare più attività riferite a questo.

 

 

Attività

# Nome Età Settori di insegnamento  Durata
22 Mappa mentale della carriera 16-19 Tutte le materie, sostegno  (B)

 

 

“Ho una studentessa con serie difficoltà sociali ed emotive; tendo ad accordarmi in anticipo con lei riguardo a ciò che desidera fare in attività di gruppo o meno.”

“Una ragazza certificata nella mia classe stava seguendo un programma differenziato in tutte le materia, inclusa la lingua inglese. Stavo facendo leva sul fatto che uno dei suoi genitori è madrelingua inglese e dunque la ragazza possiede buone competenze linguistiche. Ho deciso di modificare il suo programma nella mia materia – Inglese. Ora che la ragazza segue un programma con obiettivi minimi, è molto più motivata e interagisce maggiormente con il resto della classe. È anche più autonoma nell’apprendimento perché è più curiosa della materia ed è diventata un esempio da seguire anche per i suoi compagni.”

“Avevo uno studente con molti deficit di apprendimento, ma dotato di grandi competenze musicali. In quel caso, abbiamo definito un percorso di apprendimento focalizzandoci completamente sulla musica. Partendo da quello, successivamente ha potuto sviluppare altre competenze.”

“Avevo un ragazzino disabile con deficit cognitivo e un grave atteggiamento oppositivo-provocatorio. In quel caso, abbiamo attivato un laboratorio personalizzato di cucina, che consente di lavorare in diversi campi:

– Ricerca settimanale di una ricetta per sviluppare le competenze di scrittura e di lettura;

– Organizzazione autonoma della spesa per la ricetta;

– Realizzazione della ricetta;

– Confronto finale con il docente e l’educatore su difficoltà e problemi emersi.”

LA PAROLA AI DOCENTI

RISORSE DIGITALI

OBIETTIVO #2 – METODO #3

Utilizzando strumenti interattivi e applicazioni digitali, le classi con abilità diversificate hanno l’opportunità di approcciarsi a un argomento o a una materia da diversi punti di vista.

In alcuni casi, l’impiego di risorse digitali può inoltre mettere in luce una capacità o una passione in studenti con minori abilità scolastiche, mentre altri possono lavorare più efficacemente con risorse e strumenti non tradizionali.

Questo metodo di differenziazione consente l’utilizzo di diversi materiali, piattaforme e strumenti per raggiungere gli stessi obiettivi formativi e consente agli studenti di avere fiducia nelle proprie competenze digitali.

 

Attività

# Nome Età Settore di insegnamento  Durata
18 Giochi scientifici 14-19 materie scientifiche  (B)

 

“…(utilizzo) il portfolio digitale; gli studenti formulano la propria domanda di apprendimento nel luogo in cui cercano risposte durante la lezione. Possono scegliere il proprio quesito formativo e questo aumenta la loro motivazione.”

“Con l’utilizzo di strumenti digitali come Kahoot, aiutiamo gli studenti a prendere le loro decisioni nel loro processo di apprendimento mentre si divertono.”

“Il sito web Phet.colorado offre una serie di simulazioni e giochi digitali su diverse materie, con i quali docenti e studenti devono interagire modificando, spostando, aggiungendo e cambiando alcuni elementi della situazione…”

“Utilizzo diverse app di testo attraverso la piattaforma Moodle.”

LA PAROLA AI DOCENTI

Obiettivo#3: Approcci di apprendimento cooperativo

Nella ricerca mirata IO1 “All-In Identikit”, ai docenti dei cinque paesi europei è stato chiesto:

Potete fornire qualche esempio di come facilitate approcci di apprendimento cooperativo?”.

Le risposte raccolte mostrano la situazione seguente.

Belgio: in base ai dati raccolti, emerge che i docenti non impiegano molti approcci di apprendimento cooperativo nelle loro classi e anche che pochi docenti investono tempo in questi approcci. Quelli menzionati nei questionari sono limitati a sei.

Italia: la maggior parte dei docenti promuove approcci di apprendimento cooperativo con i propri studenti. Soltanto 4 docenti su 56 non hanno mostrato convinzione rispetto a questo tipo di approccio all’apprendimento.

Spagna: quasi tutti i docenti che hanno preso parte al questionario promuovono approcci di apprendimento cooperativo con i propri studenti.

Germania: i docenti intervistati impiegano molti approcci di apprendimento cooperativo in classe. Quelli menzionati possono essere organizzati in sette categorie.

Romania: in base ai dati, dalle risposte dei docenti sono stati identificati quattro approcci per facilitare l’apprendimento cooperativo.

COSA FANNO I DOCENTI DEI 5 PAESI EUROPEI:

I metodi selezionati per l’Obiettivo#3, tra quelli indicati dai docenti nella ricerca mirata IO1 “All-In Identikit”, sono: 

1. Lavoro di gruppo
2. Progettazione
3. Classe capovolta
4. Attribuzione di compiti e ruoli
5. Gestione dello spazio

LAVORO DI GRUPPO

OBIETTIVO #3- METODO #1

‘Apprendimento cooperativo’ è un’espressione ampia che comprende una serie di metodologie didattiche e di apprendimento differenti.

In generale, lavorare in gruppi offre ai docenti la possibilità di valutare le competenze sociali, oltre all’apprendimento di nozioni o competenze specifiche di una determinata materia.
Una delle caratteristiche più importanti dell’apprendimento cooperativo è la composizione di gruppi attraverso una serie di criteri stabiliti e la specifica definizione dei ruoli assegnati agli studenti.

Una condizione necessaria per un lavoro strutturato, infatti, è l’interdipendenza positiva che non richiede soltanto l’attitudine degli studenti – che è l’oggetto della valutazione- ma anche il precedente lavoro del docente.

Attività

# Nome Età Settori di insegnamento  Durata
5 Agire contro i bulli 11-15 scienze umane, scienze sociali lunga (L)

 

 

# Nome Età Settori di insegnamento  Durata
12 Cooperazione al lavoro 14-15 materie scientifiche (L)

 

“… (utilizzo il) lavoro di gruppo. Gli studenti devono raccontarsi a vicenda che cosa hanno letto (quindi non devono leggere entrambi i testi, ma solo uno di essi e poi ascoltano le informazioni sull’altro dal compagno); oppure, quando cercano informazioni su una città, tutti cercano cose diverse e poi le spiegano gli uni agli altri.”

“Uso il metodo penso, scambio, condivido (think-pair-share) e i puzzle di gruppo (Jigsaw).”

“Una volta che ho trovato la corretta divisione della classe in gruppi eterogenei (ma non ostili), cerco di mantenerli stabili durante il corso di tutta la lezione o fino a quando non è stato raggiunto l’obiettivo didattico. In base alle competenze per stimolare la partecipazione, ogni studente ha un ruolo complementare e interconnesso con gli altri, in modo che ognuno si senta essenziale per raggiungere l’obiettivo. Nessuno deve sentirsi messo da parte.”

“È importante stabilire i criteri per formare i gruppi, prendendo in considerazione il genere, le amicizie, il livello delle competenze in una data area, i giochi da proporre, etc.. e la numerosità del gruppo (tra due e sei ragazzi).”

LA PAROLA AI DOCENTI

PROGETTAZIONE

OBIETTIVI #3- METODO #2

La progettazione è un metodo che promuove nuove idee e possibilità. Attraverso questo metodo, gli studenti possono ottenere risultati più velocemente, sviluppare più creatività e approfondire il pensiero critico.

La progettazione in gruppi attiva la curiosità e sviluppa uno spirito competitivo tra gli studenti. L’apprendimento è un processo attivo di investigazione e creazione basato sull’interesse, la curiosità e l’esperienza degli studenti e dovrebbe esitare in un ampliamento delle idee, delle conoscenze e delle competenze. L’aspetto innovativo più importante dell’apprendimento basato sulla progettazione è lo spostamento dell’enfasi dall’insegnamento all’apprendimento.

Di conseguenza, il compito del docente si trasforma dal trasferimento della conoscenza alla facilitazione dell’apprendimento.

Attività

# Nome Età Settori di insegnamento  Durata
23 La mia classe alla Biennale 16-19 materie tecniche lunga (L)

 

“…gli studenti lavorano spesso su progetti in gruppo. Devono presentare i risultati del proprio lavoro attraverso varie modalità che sono liberi di scegliere.”

“Di solito le sfide riguardano idee sulla riqualificazione di aree urbane: gli studenti possono utilizzare la metodologia di presentazione che preferiscono (tavole da disegno, poster, video, etc …). Nei laboratori di Cantiere [materia, ndr], gruppi di studenti sono invitati a creare piccoli prodotti (dal disegno a realizzazioni pratiche), utilizzando vari materiali di riciclo o, se necessario, a produrre calcestruzzo per la costruzione di marciapiedi o altri elementi semplici di costruzione all’interno dell’area della scuola.”

“Un esempio è l’elaborazione di video per spiegare come hanno costruito una piccola macchina elettrica nella lezione di Tecnologia.”

“Un esempio: il progetto “Divina Commedia”. Dato un testo semplificato, un piccolo gruppo deve ricreare la scena che è stata descritta attraverso delle immagini, utilizzando i motori di ricerca web.”

LA PAROLA AI DOCENTI

CLASSE CAPOVOLTA

OBIETTIVO #3- METODO #3

La classe capovolta è un approccio pedagogico nel quale la convenzionale nozione dell’apprendimento in classe è invertito. Agli studenti viene introdotto il materiale didattico prima della lezione, mentre il tempo in classe è utilizzato per approfondire la comprensione attraverso la discussione tra pari e attività di problem-solving facilitate dai docenti.

Nel modello della classe capovolta, ciò che normalmente viene fatto in classe viene scambiato o “rovesciato” con ciò che normalmente viene svolto come compito a casa. Per esempio, gli studenti, anziché ascoltare una lezione sulla gravità in classe e poi svolgere a casa una serie di esercizi assegnati, leggono materiali o visionano video sulla gravità prima di andare in aula e poi durante la lezione si impegnano in un apprendimento attivo utilizzando casi di studio, giochi, simulazioni o esperimenti.

Nell’impiegare questo metodo, i docenti devono strutturare l’argomento in modo da evitare che gli studenti perdano il focus su ciò che devono cercare/studiare. Sono necessarie attività preliminari, come per esempio un confronto su ciò che si significa essere responsabili del proprio apprendimento in coordinamento con i genitori, in particolare per gli studenti più giovani, in modo da evitare che a casa gli studenti vengano influenzati o aiutati anche quando non richiesto. Quando si adotta il metodo della classe capovolta, è utile dividere l’argomento in sotto-argomenti e distribuire il lavoro di ricerca tra piccoli gruppi. Nello svolgimento del compito, gli studenti devono essere consapevoli che sono responsabili per le informazioni che ricercano e, di conseguenza, sono responsabili del proprio processo di apprendimento.

“Abbiamo sperimentato situazioni di apprendimento cooperativo e classi capovolte.  Gli studenti erano divisi in gruppi di 4 e hanno lavorato a casa su argomenti diversi che non erano stati precedentemente spiegati dal docente (gli studenti hanno dovuto esporli per la prima volta al resto della classe).”

“Utilizzo l’apprendimento capovolto. Assegno agli studenti alcuni compiti da fare prima a casa. Per esempio: guardare un film, esaminare una parte dell’argomento in anticipo; in questo modo c’è più tempo per approfondire durante la lezione. Rilevo che gli studenti iniziano a fare domande molto più centrate e arrivano ad un vero apprendimento.”

“Lavoro in piccoli gruppi e impiego di tecniche di apprendimento capovolto.”

LA PAROLA AI DOCENTI

Attività

# Nome Età Settore di insegnamento  Durata
 13 Unione Europea capovolta 14-15 scienze sociali (F)

 

ATTRIBUZIONE DI COMPITI E RUOLI

OBIETTIVO #3- METODO #4

Assegnare compiti e ruoli è molto importante quando si lavora con l’apprendimento cooperativo. L’apprendimento cooperativo può essere paragonato ad una produzione teatrale con il cast e la troupe, in quanto la cooperazione implica l’interdipendenza: ruoli e responsabilità sono definiti chiaramente ma aperti alla negoziazione. Questo metodo di collaborazione implica un grande senso di responsabilità.

Una struttura di apprendimento cooperativo tipica include:

  1. attività strutturate con compiti specifici per ogni studente;
  2. informazioni per gli studenti fornite dal docente da leggere e analizzare (o indicazioni su dove tali informazioni possono essere trovate);
  3. osservazione, ascolto e, quando necessario, intervento del docente;
  4. presentazione del lavoro degli studenti alla fine della lezione per la valutazione;
  5. il legame tra il successo di gruppo e gli sforzi di ciascuno studente coinvolto.

Per questo è importante avere compiti e ruoli chiaramente assegnati. Inoltre, i docenti devono tenere a mente una serie di aspetti specifici del metodo. Gli studenti partecipano attivamente e possono apprendere varie competenze come la capacità di risoluzione del conflitto, di negoziazione della propria opinione, di rispettare i ruoli assegnati.

Il progetto/domanda/problema deve essere sufficientemente stimolante e interessante per gli studenti. Gli obiettivi devono essere definiti chiaramente e utilizzati come guida; deve essere disponibile l’accesso a internet e strumenti di ricerca come il WWW.

In questo processo di apprendimento, il docente interviene quando necessario.

(Sono necessari) accordi chiari sul ruolo e sui compiti che ogni studente svolge nel gruppo. Sono valutati non soltanto in base ai compiti che vengono assegnati, ma anche in base al processo e alla collaborazione.”

(Utilizzo) il lavoro di gruppo nel quale ognuno ha una sua funzione. Il gruppo deve autoregolarsi. Il docente interviene il meno possibile. I gruppi sono creati randomicamente, in modo che gli studenti imparino a lavorare con altri compagni invece di scegliere i propri amici. Questo mi consente di osservare un miglioramento nelle relazioni tra compagni.”

“Cerco di definire i compiti per il gruppo, in modo che ognuno debba partecipare per raggiungere il risultato di gruppo.”

(Utilizzo) il lavoro di gruppo con obiettivi significativi, compiti che richiedono molto lavoro, ruoli e scadenze chiare. Tappe di lavoro, accordi nel gruppo con compagni specializzati.”

LA PAROLA AI DOCENTI

Attività

# Nome Età Settore di insegnamento  Durata
 19 Ruoli in classe 14-19 tutte le materie (B)

 

# Nome Età Settore di insegnamento  Durata
 20 Sistemi di aiuto inclusivi 14-19 tutte le materie  (B)

 

# Nome Età Settore di insegnamento Durata
 24 Valutazione congiunta 16-19 tutte le materie (B)

 

GESTIONE DELLO SPAZIO

OBIETTIVO #3- METODO #5

L’apprendimento attraverso la cooperazione si basa sul principio dell’interdipendenza positiva, della responsabilità individuale e della formazione e dello sviluppo di capacità sociali. L’aspetto sociale dell’apprendimento cooperativo implica che lo spazio, come struttura della relazione personale, giochi un ruolo importante nel processo di apprendimento.

I docenti possono favorire l’interazione vis-à-vis, promuovendo il contatto diretto con il compagno di lavoro, riorganizzando l’aula o altre aree della scuola. In questo senso, possono essere creati piccoli gruppi di interazione dove gli studenti si incoraggiano e si aiutano a vicenda. I compiti vengono divisi tra i membri del gruppo e si condivide una riflessione sulle modalità in cui i compiti devono essere risolti da ogni singolo membro e dal gruppo.

Il docente osserva, ascolta prende parte all’attività e aiuta quando è necessario.

(Uso) diverse aule di lavoro, diversi materiali.”

“La diversificazione dello spazio gioca un ruolo importante e facilita l’apprendimento di gruppo e tra compagni.”

“La disposizione degli ambienti interni e la gestione appropriata dell’aula possono incoraggiare l’apprendimento cooperativo.”

LA PAROLA AI DOCENTI

Attività

# Nome Età Settore di insegnamento  Durata
 6 I quartieri della classe 11-15 scienze umane  (B)

 

Obiettivo#4: Aiuto reciproco tra gli studenti

Nella ricerca mirata IO1 “All-In Identikit”, ai docenti dei cinque paesi europei è stato chiesto:

Impiegate l’apprendimento cooperativo in cui gli studenti si aiutano reciprocamente in diversi modi, all’interno di gruppi flessibili?”.

Le risposte raccolte mostrano la situazione seguente.

Belgio: quasi due terzi dei 36 docenti coinvolti usano l’apprendimento cooperativo in cui gli studenti si aiutano gli uni gli altri in gruppi flessibili.

Italia: la maggior parte dei 56 docenti coinvolti impiega approcci di apprendimento cooperativo in cui gli studenti si aiutano a vicenda in gruppi flessibili.

Spagna: più di due terzi dei 22 docenti coinvolti usano l’apprendimento cooperativo in cui gli studenti si aiutano gli uni gli altri in gruppi flessibili.

Germania: quasi tutti i docenti che hanno preso parte al questionario usano l’apprendimento cooperativo in cui gli studenti si aiutano a vicenda in gruppi flessibili.

Romania: la maggioranza dei 34 docenti coinvolti impiega approcci di apprendimento cooperativo in cui gli studenti si aiutano gli uni gli altri in gruppi flessibili.

COSA FANNO I DOCENTI DEI 5 PAESI EUROPEI:

Il metodo selezionato per l’Obiettivo#4, tra quelli indicati dai docenti nella ricerca mirata IO1 “All-In Identikit”, è:

1. Tutoring & coaching tra pari

TUTORING & COACHING TRA PARI

OBIETTIVO #4- METODO #1

I compagni giocano molteplici ruoli nell’aiutarsi e nell’insegnarsi a vicenda – una relazione sociale “naturale” che il docente dovrebbe capitalizzare.

Il tutoraggio tra pari implica situazioni nelle quali uno studente (il “tutor”) fornisce un’esperienza di apprendimento a un altro studente (“l’allievo”), sotto la supervisione del docente.

A volte ci si riferisce a questa metodologia come istruzione mediata tra pari, strategie di apprendimento “peer-assisted” (PALS), tutoring tra pari di classe, lettura in coppia e peer mentoring.

Come strategia, è strettamente correlata all’insegnamento cooperativo in gruppo

Attività

# Nome Età Settori di insegnamento  Durata
25 Tutoring e coaching tra pari in gruppo 16-19

materie tecniche

(B)

 

(Nella mia classe) ci sono vari livelli di competenza linguistica. Di conseguenza mi assicuro di fare lavorare insieme gli studenti con più competenze e quelli con minori capacità, in modo che si aiutino a vicenda.”

“…faccio lavorare gli studenti insieme, lascio che imparino gli uni dagli altri e che vedano e riconoscano i rispettivi talenti per raggiungere un miglior risultato finale. Anche se il processo di collaborazione è difficile, gli studenti possono imparare molto da esso..”

“Quando uno dei membri del gruppo non capisce qualcosa, prima di chiedere a me, deve chiedere ai suoi compagni di gruppo.”

Spiegazione dei metodi di calcolo nelle procedure di calcolo scritte da parte dei compagni di classe.

LA PAROLA AI DOCENTI

Obiettivo#5: approcci di gestione positiva del comportamento

Nella ricerca mirata IO1 “All-In Identikit”, ai docenti dei cinque paesi europei è stato chiesto:

Impiegate approcci di gestione positiva del comportamento che supportano lo sviluppo sociale e le interazioni degli studenti?”.

Le risposte raccolte mostrano la situazione seguente.

La maggior parte dei docenti che hanno risposto al questionario nei cinque paesi europei fa uso di approcci di gestione positiva del comportamento che supportano lo sviluppo sociale e le interazioni degli studenti: in Belgio la percentuale è del 64.9%, in Italia del 75%, in Germania del 95%, in Spagna del 86.4% e in Romania del 92%.

Gli approcci più importanti sono:

  • momenti di riflessione
  • atmosfera di classe positiva
  • incoraggiamento
  • feedback
  • accordi/regole di classe
  • sistema delle ricompense
  • tecniche di comunicazione
  • attività di team building

 

COSA FANNO I DOCENTI DEI 5 PAESI EUROPEI:

I metodi selezionati per l’Obiettivo#5, tra quelli indicati dai docenti nella ricerca mirata IO1 “All-In Identikit”, sono:

1. Tecniche di comunicazione
2. Attività di team building 

TECNICHE DI COMUNICAZIONE

OBIETTIVO #5- METODO #1

La comunicazione è una competenza importante da padroneggiare per ogni studente. Il ruolo del docente è essenziale per supportare e guidare gli studenti nel potenziamento di questa competenza. Migliorare le competenze comunicative degli studenti, stimolandoli al pensiero critico, all’ascolto attivo e al lavoro di gruppo può portare a formare oratori e scrittori del futuro più competenti.

Le tecniche di comunicazione utilizzate dai docenti in generale includono:

  • presentazioni individuali/di gruppo, dibattito e conversazione in classe,
  • domande aperte,
  • utilizzo di compiti e attività che promuovono il pensiero critico,
  • opportunità di apprendimento riflessivo, etc.

Attività

# Nome Età Settori di insegnamento  Durata
26 Prototipo per una scacchiera 16-19 materie tecniche  (L)

 

“In classe sperimentiamo alcune tecniche di comunicazione: ascolto, empatia, comprensione, sospensione del giudizio, valorizzazione dei pensieri personali.” 

“A pranzo invito gli studenti a sedersi al tavolo con i compagni: il pranzo è un momento educativo, che stimola molto le competenze comunicative. Suggerisco degli argomenti da discutere, per esempio su come i pasti sono stati preparati oppure ulteriori domande da fare sulle attività di laboratorio appena concluse.”

(Chiedo agli studenti) di commentare il lavoro dei compagni, con espressioni finalizzate a valorizzarlo: ‘nel tuo lavoro, ho molto apprezzato..’ (espressione di cortesia).”

“Cerco di favorire la comunicazione interattiva tra gli studenti, in modo che ricoprano un ruolo proattivo e non passivo nel proprio apprendimento.”

LA PAROLA AI DOCENTI

ATTIVITA’ DI TEAM BUILDING

OBIETTIVO #5 – METODO #2

Il team building consente agli studenti di lavorare insieme in situazioni sociali esattamente come farebbero nella vita quotidiana, o in futuro sul posto di lavoro.

Il team building sfida gli studenti a risolvere i problemi e a svolgere attività con gli altri. Insegna loro come essere responsabili, affidabili e fiduciosi.
Il team building spesso consiste in due parti per ogni sfida o attività: attività iniziale e successivo tempo per la riflessione.

Attività

# Nome Età Settori di insegnamento  Lunghezza
7 Creatività inarrestabile 11-15 tutte le materie  (B)

 

“Coinvolgo gli studenti in attività di team building che favoriscano l’interazione. A mio avviso, sapere come lavorare e comportarsi in gruppo rappresenta una competenza sociale fondamentale che gli studenti impiegheranno in ogni parte della propria routine professionale e quotidiana.”

“Propongo attività di team building per incoraggiare le interazioni tra studenti. Sapere come lavorare in gruppo è una competenza di base fondamentale che ognuno può usare in ogni ambito della propria vita personale e professionale.”

LA PAROLA AI DOCENTI

OBIETTIVO#6 INSEGNAMENTO INCLUSIVO

Nella ricerca mirata IO1 “All-In Identikit”, ai docenti dei cinque paesi europei è stato chiesto:

Quali sono alcune efficaci metodologie didattiche inclusive che impiegate con i vostri studenti? Potete approfondire qualche metodo?”.

Le risposte raccolte mostrano che tutti i docenti nei cinque paesi coinvolti impiegano svariate metodologie didattiche inclusive con i propri studenti in classe.

CHE COSA FANNO I DOCENTI DEI 5 PAESI EUROPEI:

I metodi selezionati per l’Obiettivo#6, tra quelli indicati dai docenti nella ricerca mirata IO1 “All-In Identikit”, sono:

1. Insegnamento cooperativo in gruppo

2. Tour della galleria

3. Penso, scambio, condivido (think – pair – share)

INSEGNAMENTO COOPERATIVO IN GRUPPO

OBIETTIVO #6 – METODO #1

Questo metodo può essere sintetizzato come: “Aiutare gli studenti ad imparare gli uni dagli altri”.

L’insegnamento cooperativo in gruppo, a volte chiamato apprendimento cooperativo, coinvolge studenti che lavorano in piccoli gruppi di apprendimento, che si aiutano reciprocamente nel portare avanti compiti individuali e di gruppo.

Si tratta di una strategia particolarmente efficace per l’insegnamento a studenti con bisogni educativi speciali, in particolare in gruppi con abilità miste.

Attività

# Nome Età Settori di insegnamento Durata
8 Lettura-scrittura e audiolibri 11-15 scienze umane (F)

 

# Nome Età Settori di insegnamento Durata
14 Problem based learning in gruppi 14-15 materie scientifiche  (B)

 

“Gli studenti imparano gli uni dagli altri e si supportano a vicenda.”

“Penso che l’apprendimento cooperativo sia particolarmente efficace perché ha un impatto sulla motivazione, sulle capacità relazionali e sul senso civico. Inoltre, impiegando diversi canali di comunicazione, si favoriscono differenti stili di apprendimento.”

“Cerco di trasmettere ai miei studenti l’importanza di rispettare il ritmo di lavoro di ciascuno. Assegno loro differenti attività adattate in base alle loro competenze.”

(Metodo dei) cuscinetti a sfera: tutti si scambiano idee, imparando insieme. Apprendimento cooperativo: gli studenti fanno sentire la propria voce.”

LA PAROLA AI DOCENTI

(Con il tour della galleria) i gruppi si danno reciproci riscontri e imparano gli uni dagli altri in modo interattivo e collaborativo. Il docente può stimolare l’immaginazione e la creatività.”

LA PAROLA AI DOCENTI

Attività

# Nome Età Settori di insegnamento  Durata
9 Gara di fotografia 11-19 scienze umane  (B)

 

TOUR DELLA GALLERIA

OBIETTIVO #6 – METODO #2

Gli studenti lavorano in piccoli gruppi (3 o 4 persone) su un problema, una questione o un compito che deve sfociare in un prodotto finale. Il prodotto viene presentato su un foglio o utilizzando un altro formato che possa essere esposto in classe, come se fosse in una galleria d’arte.

Dopo l’esposizione, ogni gruppo esamina attentamente i prodotti degli altri gruppi. Questo può essere fatto in due modi: un gruppo riceve feedback dal resto della classe, oppure ogni gruppo si scambia il proprio prodotto con quello di un altro gruppo. I diversi gruppi forniscono le proprie opinioni e i propri commenti e possono chiedere chiarimenti se necessari, scrivendoli su post-it o oralmente. 

Alla fine del tour della galleria, i gruppi possono fornire risposte e chiarimenti o includere nuove idee relativamente ai loro prodotti.

PENSO, SCAMBIO, CONDIVIDO (THINK - PAIR - SHARE)

OBIETTIVO #6- METODO #3

Si tratta di una strategia di discussione cooperativa che include tre stadi di azioni, nei quali gli studenti discutono e si confrontano sui contenuti prima di condividerli con l’intero gruppo. Il metodo include il “tempo della riflessione” e “l’interazione con il compagno”, due importanti caratteristiche dell’apprendimento cooperativo. Lo scopo del metodo Penso, Scambio, Condivido (Think – Pair – Share) è di aiutare gli studenti a processare informazioni e sviluppare competenze comunicative e processi riflessivi.

Con questa strategia il docente:

  1. Fa una domanda aperta o solleva un argomento;
  2. Dà agli studenti uno o due minuti per pensare alla risposta;
  3. Crea coppie di studenti che discutano le risposte e condividano le idee;
  4. Dà agli studenti l’opportunità di condividere le loro risposte con un piccolo gruppo o con l’intera classe.

Dato che gli studenti hanno il tempo di pensare alla risposta e poi comunicarla ad un compagno e ottenere una differente prospettiva, è possibile che siano maggiormente disponibili e meno ansiosi nel condividere la propria risposta con un gruppo più ampio. Questo metodo, inoltre, dà agli studenti il tempo di modificare la loro risposta, se necessario, e riduce il timore di dare la risposta “sbagliata”.

“Tutti gli studenti devono pensare e riflettere su un argomento per conto proprio. Viene loro richiesto di interrogarsi su varie possibilità e di ricercare nuove informazioni sull’argomento. Alla fine, devono condividere i propri pensieri/riflessioni in coppia con un altro compagno; questo aiuta a sviluppare le loro competenze comunicative.”

LA PAROLA AI DOCENTI

Attività

# Nome Età Settori di insegnamento  Durata
15 Angoli della comunicazione 14-15 tutte le materie  (B)

 

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